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Articoli del Blog Storie Suggestioni sensoriali

Ti dimentico, ma lasciami godere

Goduriosi ettari di terra si stendono sotto le gomme della mia macchina, calde com’è calda l’aria che respiro, attraverso le immonde bocche plastiche del mio cruscotto; sgocciolo per pochi istanti i miei pensieri su di te, appena prima di intonare ancora una canzone a squarciagola, tra i vetri chiusi che mi scaldano ad effetto serra e mi cuociono, con gli alberi fuori a controllare il mio grado di cottura qui dentro, in questo dispositivo di spostamento che il suo produttore ha voluto nominare Fiat Punto.

Godo, godo e godo se rifletto mentre canto di quello che ci aspetta, che può essere nulla e può essere tutto: qualsiasi cosa con te può essere il mondo. Questi scampoli di estate si sciolgono addosso come una doccia di emozioni indefinibili, e io mi sento felice. Felice perchè tutto questo sta per finire.

Odio l’estate, non sopporto la sua aria forzatamente spensierata, non riesco a compatirmi il sudore sulla schiena spiaccicata al sedile, forzatamente bollente come qualsiasi cosa si debba prendere in mano. Non riesco a pensare a una sola ragione che mi possa far amare l’estate.

Anche se, poi, pensandoci bene, qualcosa ce l’ho.

La tua bianca pelle si scotta sotto al sole, e il tuo rossore si confonde con la voglia e l’imbarazzo, e la sensazione di essere inadeguati. Ti ritrai, nel tuo striminzito due-pezzi, guardiana di un pudore e al tempo stesso invereconda somma di pensieri malati. Se ognuno di noi è ciò che pensa, tu sei una nichilista del sesso. Ti annulleresti, pur di godere.

Turgida, con un indice sul ginocchio. Hai i brividi se ti parlo piano. Sei malata, e mi piaci.

Questa estate è finita troppo in fretta, e questa storia d’amore non è mai esistita: sei stata la perfetta interprete di tutto quello che ho sempre odiato anche di me. L’egoismo, nel sesso, è foriero di piacere personale e delusione altrui.

Perdermi tra le parole è godurioso, come lo sono gli ettari di terra che si stendono sotto le gomme della mia macchina, calde com’è calda l’aria che respiro. Sgocciolo per l’ultima volta i miei pensieri su di te, appena prima di intonare una canzone a squarciagola, per dimenticarti e farmi osservare dagli alberi, attraverso il finestrino, con i brividi e la voglia di fuggire. Ti dimentico, e godo solitario col pensiero alla prossima avventura.

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Articoli del Blog Ironia Pensieri

Il Muscolo del Flirt

Non so più flirtare. Non mi ricordo più come facevo.
Non che io sia mai stato un maestro, tutt’altro, ma certo mi sono tolto le mie belle soddisfazioni. Almeno fino ad ora.

Mi sono ritrovato, in particolar modo, in una situazione che ho riscontrato anche in altri miei conoscenti: sebbene il fatto di non essere il solo ad avere un problema del genere mi dovrebbe parzialmente rincuorare, è un po’ di notti che mi addormento con il pensiero atroce di non riuscire mai più a mantenere una conversazione con una ragazza.

Mi spiego: è da un po’ di giorni che per la prima volta da mesi e mesi, forse anni, ho in mente di provare un approccio facebookiano. Diciamo la solita conversazione che dovrebbe sfociare in un “usciamo per prendere un caffè qualche volta?” statisticamente in meno di 24 ore (statisticamente, perchè potrebbe succedere di avere a che fare con una ragazza timida, oppure si fallisce l’approccio: diciamo che nel tentativo di abbordaggio si sperona la nave e si finisce affondati, alla deriva, con la nave-femmina che se ne va e vi lascia nel vostro mare di vergogna repressa).

Mi ritrovo, dicevo, a tentare l’approccio. Cosa positiva.
Con una bella ragazza. Cosa positivissima.
Ma mi guardo, in terza persona, mentre scrivo in chat un “ciao faccina sorridente” e poi sto lì a guardarlo. A guardare, in terza persona, me con lo sguardo fisso sullo schermo, e quel “ciao” beota, immobile.
Mai inviato.

Mi immagino mentre lo mando, tutto preso nel pensare alle prossime mosse, tipo il pugile che durante la pausa dell’incontro, nell’angolino, mima i movimenti da fare sul ring. E puntualmente, sette secondi dopo le prove all’angolino, le prende: K.O..

Da qui, una teoria plausibilissima: nel cervello deve esserci un muscoletto minuscolo ma importantissimo, un po’ come i muscolettini mignons dell’orecchio, oppure come i muscolini graziosi dei mignolini dei piedi (per inciso, quelli che metti alla prova, insieme agli ossicini graziosi dei mignolini e alla fede cristiana, quando sbatti il piede contro i mobili).

Musica adatta

Questo muscolo carino piccino picciò è il Muscolo del Flirt.
Il Muscolo del Flirt agisce nel momento, appunto, del flirt, ovvero nell’atto dell’avvicinamento, da parte di un soggetto, ad un altro soggetto.
E’ un muscolino di dimensioni microscopiche, tanto da esistere solo nell’immaginazione di chi sta scrivendo questo post.
Essendo un muscolo, come tutti i muscoli va tenuto in allenamento; ovviamente, per periodi prolungati di vita di coppia, queste sessioni di allenamento non possono tenersi, il soggetto non può flirtare, e il muscolo cala di dimensioni e potenza.

Il vero problema si manifesta quando il soggetto, tornato in attività e sul mercato, decide di tornare alla caccia delle prede di suo gradimento: se il muscolo non è stato allenato a sufficienza, nei mesi potrebbe avere perso tono e fibra, e il soggetto potrebbe avere dei problemi al flirting.

Pausa drammatica.

Perciò, oltre ad essere un post estremamente inutile, voglio che questo sia un messaggio a tutti coloro che un giorno non vogliono trovarsi come me, bloccati dalla paura di andare oltre il “ciao” per paura di trovarsi in un meccanismo circolare in cui a “ciao” si risponde con “ciao” e ancora “ciao” “ciao” “ciao” solo per una mancanza di alternative sensate.

Che Piero Angela sia con voi.

piero-angela

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L’amore è quel che giace tra porno e noia

Se leggessi il mio blog da persona estranea a me stesso, reputerei Ruben Giovannoni una persona estremamente annoiata, o almeno la mia sensazione è questa. O forse ho questa visione di me e della mia vita, il che la dice lunga sulla mia soddisfazione personale.
Ed è strano che proprio nei periodi di noia, apatia, grigiore quotidiano si sviluppi tutto il mio spirito artistico sotto forma di scrittura, pittura, idee produttive e immagini mentali di come potrei modificare il mondo che mi circonda.

Tutte stupidate, mi rendo conto. Ciò che conta è quello che faccio, magari qualcosa che possa esaltare la mia mente. Qualcosa che una volta esposto, con finta modestia, mi porterebbe a dire “sì, ma è una scemata”.

Insomma, mi perdo pure nei miei stessi concetti, se non fosse chiara la mia situazione di noia.
E’ come se stessi lasciando agire il mondo intorno a me. Mi sento lambito dalla realtà, leggermente sfiorato. Mi muovo giusto per non lasciarmi sopraffare dall’esistenza altrui.

Non mi innamoro per noia. Anzi, non mi innamoro mai. O meglio, mai tranne quando ne vale la pena. La faccio sembrare una scelta, ma ci si innamora solo quando lo si capisce. Te ne accorgi a cose fatte. Sai che quello che vuoi è passare la vita con la persona che ti permette, anche, di lasciarti talvolta lambire dall’eterno scorrere del tempo e di chi lo popola esistendo.

La pornografia è la plastificazione del massimo motivo per cui siamo al mondo: riprodurci godere.
Porno e noia si rincorrono in queste giornate di solitudine mentale, intervallate da un amore mai visto.

Mi dai motivo di sperare in qualcosa di meglio. Sì, tu.
Non la bionda bolognese che si sfiora le braccia ascoltando il professore in Azzo Gardino. Quella, probabilmente, è un’emanazione mentale del mio modo di vedere la pornografia.
L’amore è altro, sto cercando un’interprete: e vorrei fossi tu.