Riguardo questo blog e l’autore

Orfano del mio primo e del mio secondo blog, torno alla scrittura mediocre e poco interessante che solo un post-adolescente può produrre. Questo blog è un prodotto di noia, prime osservazioni e meditazioni su tutto quello che può interessare me, e che potenzialmente potrebbe intrigare persone disturbate, o persone che interpretano a proprio modo il concetto di bellezza.

Naturalmente, questo è un blog che non offre niente di più di quello che avreste visitando altri blog di altre persone normalissime che tengono un blog: non sono un blogger, non sono famoso, lavoro in radio ma questo non dà notorietà automatica. Ho avuto esperienze molto belle (come le esibizioni a teatro, gli applausi, i “bravo” dalla platea, i complimenti personali), come ho avuto esperienze che ammazzano la coscienza (prendi il terremoto, ad esempio). Ma questo non fa del blog un coacervo di esperienze fantastiche: sarà un banalissimo blog, dove verranno annotate tutte le cose che non ritengo così poco importanti da lasciare per strada.

Ma chi dice che questo sia un blog banale?

Sì, è un blog che non ti dà niente di più degli altri, ma chi regola il concetto di banale? Nessuna esperienza vissuta è banale, se ti fa riflettere, se ti graffia il petto. E’ considerata banale perchè ne succedono così tante, ogni giorno, a chiunque, che se ci si facesse dei problemi per chiunque ha un’esperienza che rompe gli equilibri della propria vita, non avremmo tempo per niente tranne che per analizzare esperienze ed assimilare le vite altrui, obbligatoriamente tralasciando la propria.

Credi banale anche ciò che è interessante, se tantissimi eventi e realtà all’unisono sono interessanti, se presi singolarmente.

Per quello, capisco chi si stupisce ancora per le “banalità”: hanno una visione più particolare del mondo. E’ come se avessero un obiettivo, come quello delle macchine fotografiche professionali, e facessero zoom su ogni piccola esperienza di vita vissuta, e dicessero continuamente “Bellissimo…bellissimo…capisco come ci si sente, ed è bellissimo“.

Voglio, con questo blog, in parte anche recuperare la capacità di stupirmi, di non banalizzare ciò che è importante e che troppo spesso viene messo nel mucchio del chi se ne frega.

Non ho frasi conclusive per questo “about”

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