Il Muscolo del Flirt

Non so più flirtare. Non mi ricordo più come facevo.
Non che io sia mai stato un maestro, tutt’altro, ma certo mi sono tolto le mie belle soddisfazioni. Almeno fino ad ora.

Mi sono ritrovato, in particolar modo, in una situazione che ho riscontrato anche in altri miei conoscenti: sebbene il fatto di non essere il solo ad avere un problema del genere mi dovrebbe parzialmente rincuorare, è un po’ di notti che mi addormento con il pensiero atroce di non riuscire mai più a mantenere una conversazione con una ragazza.

Mi spiego: è da un po’ di giorni che per la prima volta da mesi e mesi, forse anni, ho in mente di provare un approccio facebookiano. Diciamo la solita conversazione che dovrebbe sfociare in un “usciamo per prendere un caffè qualche volta?” statisticamente in meno di 24 ore (statisticamente, perchè potrebbe succedere di avere a che fare con una ragazza timida, oppure si fallisce l’approccio: diciamo che nel tentativo di abbordaggio si sperona la nave e si finisce affondati, alla deriva, con la nave-femmina che se ne va e vi lascia nel vostro mare di vergogna repressa).

Mi ritrovo, dicevo, a tentare l’approccio. Cosa positiva.
Con una bella ragazza. Cosa positivissima.
Ma mi guardo, in terza persona, mentre scrivo in chat un “ciao faccina sorridente” e poi sto lì a guardarlo. A guardare, in terza persona, me con lo sguardo fisso sullo schermo, e quel “ciao” beota, immobile.
Mai inviato.

Mi immagino mentre lo mando, tutto preso nel pensare alle prossime mosse, tipo il pugile che durante la pausa dell’incontro, nell’angolino, mima i movimenti da fare sul ring. E puntualmente, sette secondi dopo le prove all’angolino, le prende: K.O..

Da qui, una teoria plausibilissima: nel cervello deve esserci un muscoletto minuscolo ma importantissimo, un po’ come i muscolettini mignons dell’orecchio, oppure come i muscolini graziosi dei mignolini dei piedi (per inciso, quelli che metti alla prova, insieme agli ossicini graziosi dei mignolini e alla fede cristiana, quando sbatti il piede contro i mobili).

Musica adatta

Questo muscolo carino piccino picciò è il Muscolo del Flirt.
Il Muscolo del Flirt agisce nel momento, appunto, del flirt, ovvero nell’atto dell’avvicinamento, da parte di un soggetto, ad un altro soggetto.
E’ un muscolino di dimensioni microscopiche, tanto da esistere solo nell’immaginazione di chi sta scrivendo questo post.
Essendo un muscolo, come tutti i muscoli va tenuto in allenamento; ovviamente, per periodi prolungati di vita di coppia, queste sessioni di allenamento non possono tenersi, il soggetto non può flirtare, e il muscolo cala di dimensioni e potenza.

Il vero problema si manifesta quando il soggetto, tornato in attività e sul mercato, decide di tornare alla caccia delle prede di suo gradimento: se il muscolo non è stato allenato a sufficienza, nei mesi potrebbe avere perso tono e fibra, e il soggetto potrebbe avere dei problemi al flirting.

Pausa drammatica.

Perciò, oltre ad essere un post estremamente inutile, voglio che questo sia un messaggio a tutti coloro che un giorno non vogliono trovarsi come me, bloccati dalla paura di andare oltre il “ciao” per paura di trovarsi in un meccanismo circolare in cui a “ciao” si risponde con “ciao” e ancora “ciao” “ciao” “ciao” solo per una mancanza di alternative sensate.

Che Piero Angela sia con voi.

piero-angela

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