Malinconoia, ovvero “Masini, mi hai insegnato a descrivere uno stato d’animo con una parola sola, tipo Vaffanculo”

e noi ancora ancor più su
planando sopra boschi di braccia tese

Se fossi in un film, se facessi parte di un copione scritto da sceneggiatori capaci, sarebbe probabilmente quella parte di film in cui il protagonista è in balia degli eventi. Un film in cui non vige la regola dell’homo faber che si costruisce il destino, ma in cui qualsiasi scelta porta a un risultato non scelto. Una barca alla deriva, che sia contro gli scogli o che sia verso il largo.

Sarebbe quel momento del film con la colonna sonora sotto, evocativo al massimo, in cui l’attore guarda nel nulla con uno sguardo fisso e un’espressione indecisa, tra l’insicuro, il sofferente e quello sguardo che fanno le persone che si fanno forza da sole, quello che solo a guardare la persona capisci che sta dicendo dentro di sè “forza e coraggio, è solo un periodo, vedrai che starai meglio”.

E magari, mentre questo attore guarda nel vuoto, partono i flashback commoventi.
Tu, che guardi il film, vedi il flashback in cui l’attore abbraccia la sua ragazza mentre ride, abbraccia il nonno che sta male, abbraccia il cane che gli lecca la faccia, abbraccia la madre che passa un momento difficile, abbraccia anche una colonna perchè ha ormai abbracciato tutto l’abbracciabile, e tu ti immedesimi nell’attore che ricorda, e ricordi a tua volta ogni momento difficile che hai passato, e ti si forma un po’ di vuoto nello stomaco.

La colonna sonora sui flashback è sicuramente La collina dei ciliegi di Lucio Battisti: altro vuoto nello stomaco. Battisti magari ti fa ripensare ad altri momenti della tua vita, lontani e che non torneranno più, e via di lamette sulle braccia e musica struggente, di cui faccio una breve playlist nel caso cercaste modi per piangere/tagliarvi le vene/piangere/stringere il cuscino.

PLAYLIST PER AMMAZZARSI
LA PLAYLIST PRONTA LAMA

1- Battisti – La Collina dei Ciliegi
2- McCartney – Twice in a Lifetime
3- Wonder – All in Love is Fair
4- Gentle Giant – Nothing at all
5- Kansas – Dust in the Wind
6- Chicago – If you Leave me Now
7- Gotye – Somebody that I used to know
(e poi, gran finale da lama sull’arteria del polso)
8- Adele – Someone like you

Se, e dico solo SE, le conoscete tutte, oppure le avete ascoltate tutte (o anche solo qualcuna, magari una dopo l’altra) e siete ancora qua, vivi mentre leggete la fine del post, allora avete un fegato di ferro. A coloro che stanno leggendo queste ultime parole con il sangue che fa le bollicine in bocca, mentre vi si appanna la vista e le forze vi abbandonano, il mio invito è di lasciare andare il vostro corpo non prima di avere cliccato QUI, per dare quel pizzico di attualità alla vostra morte così banale.

un quadro con due manghi.
Natura morta

(cit.)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...