Una leggera storia d(i quello che pensavo fosse) amore

Non ho particolare voglia di esprimermi in termini ricercati, anche perchè ho visto quanto posso risultare ridicolo quando ci provo senza riuscirci. Ho solo voglia di scrivere, trovare conforto nel nulla dell’Internet, magari raccattare qualcuno che condivida con me certe mie sensazioni.

In particolare, mi trovo in questo periodo a schifare il prossimo. E’ un sentimento piuttosto comune, lo capisco, ma in questo caso è dettato da un fatto in particolare: la fine della mia storia, l’ennesima, di quello che speravo fosse amore vero (e che invece è già stato accantonato come una storia qualsiasi), che ha portato a sua volta ad altri eventi che infine hanno portato a questo schifo generale, questo fastidio per le persone.

E’ tutto molto semplice, non c’è niente da analizzare: mi fa schifo l’essere accantonato. Non riesco a spiegarlo mai con efficacia, a parole non riesco a far capire quanto mi dia fastidio l’essere dimenticato, specie quando metto sentimenti veri, sensazioni vere, fatiche e sofferenze, sudore e lacrime, sperma e odio, in una storia d’amore. E’ un fastidio che mi ricorda tanto l’essere offeso.

“Ma come? Tu, a me, fai questo? Io, che sono sempre stato il menefreghista che se n’è sempre fregato più degli altri, finisco per essere l’unico a soffrire per una storia? Mi lasci il bagaglio in mano e scompari, in mezzo alla folla della stazione? Allora vai, fai come preferisci. Non sono quello che meriti, trovati un controllore che ti possa dare le indicazioni giuste…mi hai pure lasciato le borse. In piedi, il trench bagnato. Le apro. Sono vuote.”

No, seriamente. Un conto, l’ho sempre detto, è scopare in giro: quello è facile. La si contatta, o si viene contattati. Ci si prova un po’ di giorni, si accetta o si viene accettati e ci si incontra. Si consuma, si gode il più possibile (se possibile) e poi, chi si è visto si è visto.

Ben altro conto è spendersi per una persona al 100% quando possibile, dare tutto e ricevere tutto…finchè qualcosa va di traverso ad entrambi, e alla fine di tutto, dopo la fine ma prima che tu realizzi la situazione e la elabori mentalmente, comprendi di essere stato dimenticato.

Sì, mi brucia parecchio tutto questo: non volevo passare, con lei, le stupide routine di distaccamento che ho già vissuto dopo storie ben più inutili e stupide. Non avrei mai voluto stare male per la fine di questa storia.

Non mi accontento nemmeno più di scopare per scopare: lo scopare fine a sè stesso mi disgusta in questo periodo di odio per la gente. Nemmeno il pensare di avere un’altra storia mi alletta. Sono sempre stato un fautore del “chiodo scaccia chiodo”, una storia dopo l’altra per dimenticarsi del dolore, per non dimenticare mai: questa volta mi schifa.

Rimarrò da solo.
Accarezzerò il cane, leggerò libri. Mi farò crescere la barba che non ho. Visiterò posti con persone selezionate, alle quali mi aprirò il giusto per far vedere che non sono un cagnaccio come faccio pensare a tutti coloro che mi stanno sul culo.

Ma stare male, per una persona poi…
Prima o poi, ne varrà la pena.

Ma adesso basta. Per adesso, basta.

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4 Replies to “Una leggera storia d(i quello che pensavo fosse) amore”

  1. Stai crescendo e questo si vede nella cura che metti e pretendi dalle tue relazioni. E nella consapevolezza di quello che cerchi e desideri.

    Viviamo cercando la nostra anima gemella… a volte non è lei e a volte la incontriamo e se siamo fortunati è pure il momento giusto. Se non sei fortunato, ed è il momento sbagliato, non ti accorgi nemmeno che lei è li di fianco a te. In quella ragazza che si arrabbia, ma poi perdona, che sbaglia e poi chiede scusa. In tutti i casi, la cosa non è mai tutta rose e fiori. Non è mai facile. Lo sai. Ne sei consapevole. Non dire che anche questa è stata una storia inutile e uguale alle altre. Sono sicura che le tue storie sono state tutte diverse l’una dall’altra, se non altro perché perché lo erano le ragazze (sebbene suppongo tu abbia uno standard a cui ti attieni, non saranno mai state identiche e non ti avranno mai dato la stessa cosa, le stesse sensazioni o le stesse emozioni o le stesse esperienze).

    Siamo “macchine che dimenticano”… probabilmente non ti ricordi nemmeno quello che hai mangiato a cena un paio di sere fa… ma questo non significa che in un momento come questo debba dimenticare o reputare irrilevanti i momenti belli e felici, non mettere davanti a tutto solo i momenti tristi che ti hanno ferito ultimamente.
    E sempre perché siamo fatti per dimenticare , ti dimenticherai anche di questo. I ricordi diventeranno sempre meno vividi e ti faranno sempre meno male.

    L’amore e la fiducia sono un rischio che ci prendiamo. È una di quelle scommesse in cui puoi vincere tanto, ma perdere altrettanto. Se non di più. Quante altre volte hai pensato di non poter trovare un altra strada? Di non avere più significato? “Ma questa volta è diverso!”. No. Questa volta è solo che la ferita e la delusione sono ancora freschi.

      1. Perchè è vero, no? Dopo un po’ è come se le cose svaniscano dalla nostra memoria… o per lo meno diventando meno vivide, fanno anche meno male… Oppure arriva qualcun’altro che lenisce le nostre ferite 🙂

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