Mi si è annebbiato il futuro

Sono un lassista. Lo dico, lo scrivo e lo penso: sì, sono un lassista, e della peggiore categoria. La categoria più schifosa, insulsa e disumana e che trova in me un rappresentante della prima guardia. 
Ho sempre mal sopportato i rifugi dietro i quali le persone senza stimoli si parano per sfuggire alla minima sofferenza, alla minima richiesta di sopportazione. Ebbene, ho sempre odiato i miei simili: rifiuto la mia natura di schifoso lassista che si nasconde dietro la mancanza di forze per nascondere in realtà la propria mancanza di animo.

Ho passato un estate intera, quattro mesi abbondanti, a dormire e mangiare e spendere soldi che avrei dovuto mettere da parte; avrei dovuto, in questi mesi, costruire in me i meccanismi naturali che ho perduto ormai da anni, a partire dalla “macchina del sonno” che mi avrebbe permesso di avere mattine da spendere in modi diversi che godermi il letto.
Sono circondato da gente che, se non studia, lavora. E se non lavora, è laureata (o viceversa). E poi ci sono io, che non faccio niente.

Mi si è annebbiato il futuro.
A cosa serve, poi, farsi una cultura personale la più vasta possibile, leggendo articoli e ascoltando interviste e guardando filmati e informandomi su personaggi della cultura italiana e facendomi un’opinione sulla più vasta scelta di eventi di cronaca? 
Cosa mi serve sapere cosa penso di d’Annunzio o del bolscevismo?

“Ma uno come me dove potrà ficcarsi?”

Scriverei, se potessi, per tutta la vita. Racconterei di storie che nessuno pubblica, inventerei intrecci insensati, dettati dal caso, come nella vita vera; non scriverei per vendere, perchè sono consapevole (o forse è timore, o modestia) di non avere le capacità di scrivere banalità che si possano vendere. Ma vorrei, se possibile, reinventare il concetto di “romanzesco”, vorrei essere capace di realizzare un “nuovo verismo”, che colga l’impercettibile casualità della vita quotidiana, il senso dei “se”.

Però non ho voglia. 
Nel solo tempo in cui dormo, da sveglio potrei sviluppare libri, trame, ornamenti, arte varia, e potrei poi studiare per l’Università, lavorare anche un poco per racimolare una quantità esigua di denaro.
E invece dormo, perchè è bello dormire.

Arriverò al punto di esplodere in una rabbia costruttiva e autodistruttiva che creerà un nuovo me stesso, organizzato ed efficiente. 

“Pff, ma adesso ho sonno, e poi lo so che appena inizio non avrò le forze…”

Arriverò, presto, dove voglio. 

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