Il remake di un remake

Ho voluto credere alle tue scuse, ho strappato poche parole per rimanere aggrappato alla speranza di non perderti. Ti ho strappato un: “Sei pesante”. Poteva andare meglio.

E’ stato bello sperare.
Sono bravo a sperare: se studiassi allo stesso modo di come spero, sarei in pari con gli esami.

La speranza sarà pure l’ultima a morire, ma io tenevo attaccato il respiratore ad un morto. E’ stato lì, a respirare, per due o tre settimane; sono stato ad aspettare che aprisse gli occhi, ma non c’è stato niente da fare: è arrivato il Dottor Realtà e mi ha guardato, glaciale, indifferente, e avvicinandosi a un centimetro dalla faccia ha detto: “NON TI VUOLE PIU’, adesso sgombera la stanza che seppelliamo il morto”.

Una storia è finita, per l’ennesima volta. Sono single, per l’ennesima volta.
Quando finisce una storia e non sei tu ad averla voluta finire, devi “elaborare il lutto”, fartene una ragione ed andare avanti.
Essendo, però, finita altre volte prima di questa, ho avuto il salvagente emotivo pronto: mi è bastato ripensare alle ragioni che mi ero fatto a gennaio, cioè che stare con una ragazza emotivamente instabile non mi avrebbe portato alla gioia definitiva che si cerca in una storia duratura. Gioco fatto, sofferenze alleviate, rien ne va plus (che non c’entra, però fa colore)!

Il fatto è che non mi manca particolarmente lo stare con lei, a parte il suo faccino, la sua dolcezza, il suo amore spesso grande e forte, che pensavo non potesse finire mai del tutto. E’ finito, ed è finito male, esattamente come la storia.

Pensare di non poter passare più bei momenti con te mi fa male più di qualsiasi altra cosa che potrei non avere non avendoti. Ma come mi è passata in passato, mi passerà ora, e com’è andata è andata: va bene a me se va bene a te! Me ne sono fatto una ragione di farmene una ragione, anche se è normale starci male. 
E’ finchè una storia ha una fine, che un’altra ha inizio. 
Alla fine, se ho fatto colpo su di te, potrò fare colpo su altre. La vita non finisce quando finisce una storia: finisce l’amore, nient’altro.

Ma sforzarmi di credere alle tue bugie mi ha fatto sentire alle prime armi ed innamorato di te come poche volte è successo prima. Sei stata una brutta persona che mi ha fatto sentire, ancora una volta, un tredicenne in preda alle pene d’amore.

Grazie.
Però vaffanculo.
Però grazie.

Vaffangrazie.

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