L’Immedesimarsi (maturandi, occhi aperti)

Ogni anno, da quando esiste Facebook, questo periodo dell’anno si trasforma nella Nuova Quaresima di una decina di giorni in cui tutti i maturandi amano mostrarsi distrutti dallo studio, indietro con la preparazione, assolutamente non pronti per un esame di Stato. Le cose più frequenti sono:

  1. “Non ho ancora finito la tesina, e domani ho il primo scritto -.-“”
  2. “Studiare? Con questo CALDO?”
  3. “Beviamo: per festeggiare un ottimo voto, o per dimenticare un pessimo voto” (questo, a dir la verità, è comune anche tra universitari, comprensibilmente)

C’è da dire che ogni lamentela è comprensibile: passare un anno con delle persone che ti fanno sentire una merda, che urlano e si fanno i cazzi loro durante le lezioni, che parlano tra di loro durante le interrogazioni, che fanno comunella fuori da scuola e ti sputtanano alle spalle, non è facile. Sì, non sto parlando degli studenti: i professori sono tutto questo, molto più della maggioranza dei ragazzi.

Mi piacerebbe comprendere la voglia di evasione dei professori stipendiati che non riescono a restituire i compiti corretti in meno di una settimana, o che per ogni richiesta si sentono pressati come neanche una commessa in periodo di saldi. Ma mi viene difficile: ogni lamentela nei confronti di un ragazzo da parte di un professore mi ricorda tantissimo il figlio che diventa bullo perchè i genitori sono dei genitori di merda.

Ok, i figli sono i professori, i genitori sono il datore di lavoro (vedesi: Ministero dell’Istruzione/MIUR), e i bullati, nel più dei casi, sono gli studenti.

 

Lungi da me santificare la malnata figura dello studente: lo spirito critico mi ha portato ad ODIARE PROFONDAMENTE ogni aspetto dello studente-medio, quello che viene usato dal professore-medio per comportarsi da tale scansafatiche pieno di lamentele e di poca voglia di insegnare in maniera degna la lezione.

Lo studente-medio è quello che se ne frega anche del professore che spiega meravigliosamente, che “non ho studiato prof, mi metta 2”, che “ma anche lui però eh”. Lo studente-medio è il primo a chiedere ai compagni di spostare la verifica, e poi manda qualcuno a dirlo alla professoressa perchè fa il leader (ma sono tutti leader con la faccia da culo degli altri!).

Lo studente-medio messaggia, disegna (male, il più delle volte), e la studentessa-media scrive sistematicamente i “ciao” con le faccine sorridenti sui banchi o su astucci/quaderni/diari del malcapitato di turno suo vicino di banco (o anche “che palle -.-“). Insomma, lo studente-medio è una merda. Ma il professore-medio, quando trova altri professori-medi pronti a fare la gara di bassezza morale, non scherza mica per niente.

 

Era talmente facile pubblicare uno stato su Facebook criticando la pesantezza dei ragazzi che si lamentano per ogni aspetto della Maturità, che ho deciso di pubblicarne uno che indirettamente sostiene tutti i maturandi di quest’anno. Il Ministero se ne fotte, e fottendosene vi fotte. E io che sono passato per dove state passando voi adesso due anni fa, al netto della rottura di coglioni che mi procurate ogni giorno, o cari studenti maturandi, capisco il vostro disagio.

Mi immedesimo nel vostro nervoso, e vi dò altro nervoso, il nervoso di chi guarda il sistema con occhio critico e lo vede una merda, uno scolapasta che fa uscire tutti gli spaghetti dal fondo pieno di spaghetti marci. Il nervoso che vi serve per arrivare in fondo e spaccare i culi a quei figli di puttana che vi hanno fatto passare 5 (o più) anni di merda in un posto di merda in cui l’unica cosa importante erano i voti, e non le persone.

 

Mandateli affanculo da parte mia, alla fine

 

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