Come cambiano certe cose/2

Alloro

(“Adesso devi fare un post sul blog per questo eh!”)

Fare finta che i bambù fossero delle spade, in mezzo alla ghiaia. Mettere in piedi tende rudimentali con il telone della macchina del nonno, e usare una torcia appesa come unica fonte di luce. Farmi credere che il giradito fosse una malattia che, dopo poco tempo, ti avrebbe fatto cadere l’ultima falange del dito della mano. Scendere le scale con i cuscini del divano sotto al culo, o con gli stessi cuscini costruire delle fortezze, o semplicemente sbatterseli addosso stando molto poco attenti a dove fossero le cerniere. Cercare di costruire qualsiasi cosa ci venisse in mente, con scarsi risultati.

Per non parlare del computer a casa di tua nonna, quello nel seminterrato, che andava a floppy e aveva dei vecchissimi programmi sulle galassie e le costellazioni; la moto nel fienile; l’altalena (che forse c’è ancora); il carrellone parcheggiato attaccato al trattore, dietro casa.

E adesso sei laureato, 110 e lode, e ti guardo, chiedendomi quando torneremo dal nonno a darci delle botte sulle dita con i bambù, nella strada polverosa che adesso, poi, è asfaltata e porta nel quartiere nuovo, dove c’era il campo di frumento e adesso ci sono degli appartamenti invenduti (meglio il campo di frumento e la ghiaia).

Perchè mi ricordo, quando sei partito per l’Australia, che mi hai detto “quando torno in Italia, torniamo a fare la lotta con i bambù”.

Poi siamo cresciuti tutto in un colpo, in un’escalation di dimenticanze che io ho ancora in mente.

Dottore, ti auguro il meglio, perchè sappiamo tutti che se c’è una persona che se lo merita sei tu. Anche se non torni dal nonno a costruire fortezze di cuscini o tutto il resto, o se non ci chiudi nel bagagliaio dell’Audi (1997, ma non credo te lo ricordi 🙂 ), sarai sempre un cugino di cui sono orgoglioso.

Dottore con lode…Cristo! Che robe! 😀

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