Quest’aria di spensieratezza

Tutto mi viene da pensare, con questo clima: ho avuto in questi giorni anche l’istinto che il mare sarebbe una meta a me gradita, io che amo la montagna. La bellezza di questo clima felice, soleggiato, caldo, danno un senso di autodeterminazione che ti fanno figurare la conquista del mondo come un semplice calcolo tempistico e di strategia.

Lo stesso caldo che pativo, perchè patisco il troppo caldo come il troppo freddo, l’anno scorso, scappando da San Possidonio, ascoltando Radio Uno che trasmetteva alternativamente aggiornamenti in tempo reale sulla bassa modenese e canzoni tipo Stevie Wonder (“All in love is fair”), Ornella Vanoni (“Domani no”), Gatto Panceri (“L’amore va oltre”, che credo che sia l’unica canzone al mondo, davvero, che ogni volta che l’ascolto mi faccia piangere a dirotto, come se non avessi di meglio da fare, vallo a spiegare tu), tutte canzoni che nel bene o nel male, comunque la si pensi, in una situazione come la fuga da casa propria, senza sapere se casa propria resisterà fino a sera, ti uccidono (ho sottolineato uccidono, non ho mai patito così tanto durante un viaggio e spero di non doverlo mai più fare).

Lo stesso caldo che pativo, un mese prima esatto, nelle notti tornando a casa da Mirandola, ascoltando in macchina i Gentle Giant, non consapevole di cosa sarebbe successo un solo mese dopo, comunque moralmente a pezzi: 25 aprile, morte della Scotty, compagna di vita dai miei 4 anni, la bastarda più dolce che potesse esistere. Solo qualche mese, e avremmo saputo che l’attuale nostra bastardina è nata il 25 aprile, lo stesso 25 aprile. Sono cose che fanno pensare.

Ma ti fa pensare anche il fatto che tutt’ora io non riesca ad ascoltare il primo disco dei Gentle Giant da solo in macchina senza sentire una malinconia vergognosa.

Fatto sta che tutte le volte che esco dalla macchina, di sera, rientrando in casa, con questo tepore climatico generale, io ho un’ansia terribile addosso. Come non riesco ad ascoltare i Gentle Giant da solo. Come non riesco a non associare “All in love is fair” alle mie lacrime sguaiate e urlate verso Crevalcore, quel 29 maggio, con quel caldo, al tramonto. 

 

Nel caso non l’aveste ancora capito, “Quest’aria di spensieratezza” è una presa per il culo.

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