Il bacchettone che è in me è molto indeciso

“In media stat virtus”

Sono sempre più convinto che l’opzione più giusta sia la via di mezzo tra il troppo e il troppo poco, ed è una cosa che ho sempre pensato. E’ così che ho scelto il verde della mia camera!

Ma sempre meno tollero i ’96, i ’97 e i ragazzini da quell’età in giù. Da ventunenne quale sono ora, dovrei disprezzarli con il vero gusto con cui i più grandi disprezzano i più piccoli. E infatti, disprezzo senza lesinare energie.

Certe volte, in media stat virtus ‘sto cazzo

Perchè va bene che da adolescenti ci si faccia prendere dalle passioni; capisco che i quattordicenni possano tenere a cose, persone, mode che io, a causa di dovuta maturità, non sento mie; posso perfino giustificare che, dopotutto, le cose che ti commuovono a quattordici anni siano ben diverse da quelle che ti fanno sentire al settimo cielo a ventuno.

E nemmeno sto dicendo che ventuno anni sia un’altra dimensione, la maturità eccelsa, e che dopo i vent’anni si acquisisca il Giudizio Divino Magno.

Però…

Vedere questi bambocci (sì, porco e poi anche cane, bambocci) che si aspettano che da un “mi piace” scaturiscano fiumi di figa, come San Francesco fece scaturire la fonte d’acqua dalla roccia;

ammirare quanti apprezzamenti possa raccogliere una foto che ritrae un imberbe coglioncello strafottente che:

  1. tiene in mano una reflex da quattrocento euro (ammiro la reflex, ammiro meno i genitori che credono che a dare in mano quattrocento euro di attrezzo semiprofessionale a un bamboccio lo possa rendere alla moda)
  2. si inclina verso: la fotocamera, destra, sinistra; guarda in alto; guarda in basso;
  3. si tocca la faccia, quella che pochi secondi prima dello scatto ha assunto un’espressione da “oh, sì, leccami l’interno coscia”;
  4. apposta per la foto, si è vestito in canotta, jeans larghi alla college di Philadelphia inizio anni ’90, collana (COLLANA, COLLANA! SIC!), cappellino anni ’90, scarpe anni ’90 (Orco Giuda, ma scherziamo?! I vostri fratelli maggiori vi hanno fregati!)
  5. usano quegli effettacci tipo “luce al tramonto di un giorno melanconico”, “fumo di Swinging London”, “questa è la mia vita, tu non puoi cambiare nulla”, “foto della Compagnia delle Indie anno domini 1766”, “ops! ho sbagliato a mettere a fuoco, è venuto a fuoco solo il mio dito medio!”

ragazze che tirano fuori o le tette dalla canotta, o le tette dalla felpa, o le tette dal reggiseno, o le tette dal dolcevita (e questo aspetto degli adolescenti moderni, devo ammettere, mi piace davvero ma davvero tantissimo); si fotografano in costume (yeah!); si fotografano senza reggiseno di spalle (yeah!), ma sempre con quelle porco giuda di espressioni del cazzo che mi fanno dire “non ti pisellerei neanche per sbaglio, neanche se mi regali i punti della Coop”, tipo:

  • “oh, che caldo! meglio guardare in alto con le bocce di fuori!” (yeah!)
  • “meglio il cazzo oggi o l’uomo intero domani?”
  • “mi manchi tu, tu, tu, tu e anche quello dietro di te”

stupirsi del fatto che una ragazza con un micino in mano fa 13.000 mi piace; che un ragazzino del cazzo con un cappello o un outfit tra i sopra descritti possa raccogliere, per una foto che potevo fare (davvero) anche io raccolga 17mila (DICIASSETTEMILA) followers su Facebook e tremila mi piace alla foto in questione;

 

Ecco, tutta questa roba mi fa sentire davvero, davvero, davvero spaesato.

Le ragazzine che mostrano le bocce, passino. E poi non sono sicuro neanche tanto di quello.

 

No, dai: passino.

 

 

Forse.

Sono comunque molto spaesato. Perchè pensando a Ruben quattordicenne, avrebbe tirato dei porconi giganteschi se i suoi amici avessero fatto delle foto del genere, se si fossero vestiti in certe maniere; se avessero apprezzato Justin Bieber (ragazzi, davvero: un ’94 con dietro 30 produttori che non riescono a fare altro che ripetere degli effetti al computer NON E’ MUSICA DI QUALITA’…); se avessero preferito il mojito, il bacardi, lo SPRITZ (e qui quasi quasi la tiro) alla Coca-Cola, alla Sprite, a qualsiasi porcheria dolce e non alcoolica.

Spaesato, schifato, e impaurito.

Sì, impaurito. Perchè immagino mio figlio (o mia figlia 😦 ) che moda dovranno acquisire come modus vivendi nel 2030…

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2 Replies to “Il bacchettone che è in me è molto indeciso”

  1. I genitori sono assenti in certi casi. Fisicamente assenti: lavorano tutto il giorno e ignorano cosa combinino i figli su Facebook. Molti altri sono troppo permissivi; un esempio? Come puoi permettere a tua figlia di indossare a 14 anni tacchi da 12 cm? Neanche Lady Gaga, dai…
    C’è un’età per tutto.

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